Siliprandi Francesco: Ha i natali a Curtatone nel 1817, fu capitano garibaldino e decorato
di cinque medaglie; partecipò al moto insurrezionale contro l'Austria
che sarebbe stato chiamato poi di Belfiore, dal nome della località dove
i Martiri vennero giustiziati.
Fu carcerato politico nel castello di Mantova. Abiterà poi a Casatico di
Marcaria (MN) dove fonderà la società di mutuo soccorso.
È tra i più attivi organizzatori delle rivendicazioni contadine di fine
secolo nel mantovano, stampa memorie politiche mantovane nel periodo dal
1848 al 1866. Fonda il giornale "IL LAVORATORE".
Mons. Luigi Martini (1803-1877 Sustinente MN): Fu parroco di Levata, frazione di Curtatone. Ebbe l'incarico di
assistere i condannati politici rinchiusi nel castello di Mantova tra il
1850 e il 1855.
Fu amico e confortatore dei cospiratori mazziniani condannati a morte
per aver aderito al moto insurrezionale contro l'Austria detto di
Belfiore.
Rettore del seminario diocesano e canonico di S. Barbara.
Lasciò le sue memorie nel libro "IL CONFORTATORIO DI MANTOVA".
Il suo monumento tombale trovasi a Levata.
Giuseppe Bertani (1873-1919): di Buscoldo, altra frazione di Curtatone, nei primi anni del secolo,
con le rivendicazioni contadine si distinse per capacità e rettitudine,
fu organizzatore sindacale e fondatore di cooperative. Morì a Mantova
durante una manifestazione popolare il 4 Dicembre 1919; nel Comune è
rimasto vivo il ricordo di questa figura, la nuova cooperativa di
Buscoldo infatti porta il suo nome.
Pierino Pari (1920 - 1943): di Buscoldo, Caporal Maggiore della Divisione "Acqui" che
combattendo a Cefalonia non esitò a sacrificare la propria vita.
Fu insignito alla memoria di medaglia d'argento al valor militare.
Maffizzoni Enrico (1915 - 1941): di Buscoldo, Caporale dell'80° Reggimento Fanteria deceduto sul
fronte russo e insignito di medaglia d'argento al valore militare.
Il Presidente Ciampi, il 4 Novembre del 2000, nella cerimonia presso il
Sacrario di Redipuglia, ricevendo le urne dei caduti sul fronte russo,
simbolicamente ne prese in consegna quattro, una delle quali conteneva
appunto i resti mortali del Caporale Enrico Maffizzoni.