Molte sono le espressioni artistiche disseminate nei tanti centri
abitati da cui è costituito il Comune di Curtatone: chiese, il Santuario
delle Grazie e alcune prestigiose residenze private.
Di epoca tardo-barocca (1760-1792) è la chiesa di S. Marco a Buscoldo
al cui interno sono conservate una pala d'altare di Antonio Brunetti
(1766), un coro ligneo di fine settecento e un organo di Montesanti
(1834). Sempre a Buscoldo si trova il teatro comunale "Giuseppe Verdi",
centro di cultura, in cui si svolgono ogni anno importanti rassegne e
iniziative culturali. Il teatro faceva parte del Palazzo delle
Cooperative inaugurato nel 1913 e costruito con gli sforzi e i sacrifici
dei lavoratori. Nei 45 locali da cui era costituito trovavano ospitalità
anche uno spaccio di generi alimentari, una macelleria, un negozio di
tessuti e gli uffici amministrativi della Cooperativa, una sala di
lettura, un caffè, due sale di osteria, cinque magazzini, vari locali
per abitazione del personale, un forno a carbone.
A Buscoldo si trova anche il santuario della Beata Vergine del Buon
Consiglio.
Questo santuario detto anche "Madonnina della Torre" è stato costruito
nel 1747 nei pressi di Buscoldo nel luogo dove si venerava un'immagine
miracolosa, alla quale si attribuiva la guarigione dalle epidemie del
bestiame mediante la somministrazione di acqua prelevata da un pozzo
vicino.
A San Silvestro si trova il "Palazzone del diavolo" risalente ai primi
anni del settecento, curioso per le decorazioni sataniche. Dello stesso
secolo è villa Bongiovanna mentre è dell'ottocento Villa Brunoris, già
residenza estiva dei Vescovi e oggi sede dell'Istituto Psico-Pedagogico
"Casa del Sole"; Villa Cantone e Corte Codilupo, un edificio con
torrette merlate, residenza di campagna dei marchesi Capilupi.
Della Chiesa di Montanara si hanno notizie molto antiche; nel 1151 si
chiamava Santa Maria in Prato Lamberto, ma di quell'antico edificio non
resta più nulla. Prima dell'attuale chiesa certamente ne esisteva
un'altra, ne fa fede il campanile di epoca quattrocentesca, in stile
gotico - lombardo giunto fino ai nostri giorni.
Nel 1575, in occasione di una visita pastorale, il Vescovo di Mantova
Marco Fedeli- Gonzaga, ordina al parroco Don Ercole Pasino che venga
dipinta un'immagine della madonna sopra la porta d'entrata con le
scritte "Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria in Prato Lamberto" (Parrocchialis
eccelsia Santae Mariae de Prato Lamberto).
La Chiesa ricostruita dalle fondamenta nel 1725 come ci ricorda la
lapide posta sul portale, fu terminata nel 1739. Oggi è dedicata
all'Immacolata Concezione.
La frazione ospita anche il celebre Palazzo Zanetti-Cavalcabò che
costruito tra la fine del '600 e gli inizi del '700, fu teatro di alcuni
episodi legati ai combattimenti del 29 Maggio 1848. La villa di
Montanara merita di essere ricordata soprattutto perché rappresenta un
esempio assai poco frequente nell'ambito mantovano di decorazione di
epoca tardo barocca. Tale residenza fu regalata dal Duca Vincenzo I al
proprio medico di famiglia Marcello Donati. Nei primi del '700 divenne
di proprietà del marchese Claudio Zanetti. Successivamente passò alla
famiglia Cavalcabò, poi agli attuali proprietari. Gli ambienti interni
appaiono di epoca precedente alla facciata esterna, presumibilmente
risistemata dalla famiglia Zanetti nei primi del '700.
All'interno si trova un sontuoso scalone con una volta imponente nel cui spazio
centrale risulta affrescato il "carro del sole". Le scritte, tutt'ora
visibili, "le donne", "I cavalieri", "l'armi", "gli amori", individuano
i soggetti delle quattro raffigurazioni laterali. Sulle pareti sono
rappresentate storie tratte dalle sacre scritture. Gli affreschi sono
attribuibili a Francesco Geffels mentre Giovanni Battista Barberini
risulta essere lo stuccatore della volta d'ingresso.
A Levata nella chiesa parrocchiale neoclassica di S. Tommaso , si trova
la pala d'altare che alcuni studiosi attribuirono alla scuola del grande
Andrea Mantenga, che lavorò per molti anni nella corte mantovana dei
Gonzaga.
Grande importanza storica e artistica per il Comune di Curtatone è
rivestita dal Santuario di Santa Maria delle Grazie che emerge con la
sua architettonica bellezza, pregevole e imponente, dalle acque e dai
canneti che avvolgono la riva destra del Mincio, quando il fiume,
perdendo i suoi vigori gardesani, si acquieta diventando lago Superiore.
Da sempre meta di pellegrinaggi fu eretto là dove esisteva un'edicola
raffigurante l'immagine della Madonna.
È infatti dell'anno 1388 la
notizia di un luogo di preghiera nella zona di Prato Lamberto sulle rive
del lago Superiore allora abitate da pescatori, dove il culto mariano
aveva già da qualche tempo molti seguaci, ed era oggetto di assidua
devozione, forse un'edicola o un piccolo oratorio con l'immagine di
Nostra Signora col bambino Gesù in grembo.
Il Santuario, con accanto le
fabbriche del convento annesse, fu fatto costruire tra il 1399 e il 1406
da Francesco Gonzaga, come ex voto, che vedendo la terra mantovana
colpita dal flagello della peste implorò la protezione della Beata
Vergine.
Fu consegnato al culto il 15 agosto 1407 e da allora divenne
meta di continui pellegrinaggi di tanti fedeli graziati dalla Vergine.
La chiesa si fece via via più grande e più ricca ed i pellegrini
continuarono ad affluire specialmente navigando il Mincio. La via
d'acqua infatti è stata per secoli più sicura delle strade, infestate da
ladri e briganti. L'architettura del santuario è unanimemente attribuita
a Bartolino da Novara poiché in quegli anni l'artista è in contatto con
il Signore di Mantova Francesco Gonzaga, per il quale progettava tra il
1397 e il 1401 il castello di S. Giorgio. L'esterno è gotico lombardo ,
con la facciata a capanna e adornato da un portico cinquecentesco; sulle
lunette delle sue volte sono affrescate le vicende della costruzione del
santuario. La severità della facciata non lascia indovinare la vivacità e
il colore delle statue di cartapesta, cera e legno, ex voto fra i tanti
che affollano l'interno e tra questi anche un coccodrillo impagliato che
pende dal soffitto a completare la suggestione di questo luogo. I fedeli
vi lasciarono ex voto in numero così notevole che nel 1517 frate
Francesco da Acquanegra pensò di darvi una sistemazione erigendo una
complessa impalcata lignea che fodera la parte mediana delle pareti
della navata unica e ospita nelle nicchie le 53 statue polimateriche
recentemente restaurate e che da sempre hanno rappresentato, con grande
espressività popolaresca, personaggi salvati da gravissimi pericoli per
l'intercessione della Beata Vergine. Il santuario ebbe nei secoli
continui arricchimenti tanto che all'arredo e al decoro posero mano
Giulio Romano e Giambattista Viani. La cappella di destra, disegnata da
Giulio Romano, è il mausoleo Baldassare Castiglione (1478-1529)
l'umanista diplomatico autore del "Cortegiano", di uno dei libri più
letti del tempo, che lo rese famoso in tutte le corti europee.
Del patrimonio del Santuario fanno parte anche le armature ottenute
dalla composizione dei pezzi tre, quattro e cinquecenteschi che erano
state utilizzate da frate Francesco da Acquanegra per costruire 17
statue di legno e cartapesta verniciate, da collocare come ex voto nelle
nicchie. Il francescano, utilizzando forse doni dei "graziati" ,
corazze, elmi, gambali, spallacci, rivestì interamente o parzialmente di
pezzi d'armature, alcuni manichini rimasti per secoli nelle nicchie
dell'impalcata del Santuario tanto che si ritenne che anche questi
arnesi guerreschi fossero realizzati in cartapesta. Nel 1930 uno
studioso inglese, il Dr. James Gowmann, scoprì che i pezzi di armatura
di cui erano rivestiti in parte o interamente i manichini, erano di
acciaio pregiato, alcuni dei quali risalenti al 1300.
Delle armature del Santuario, sei sono complete e realizzate nel XV
secolo, le uniche in Italia, in stile gotico-italiano di sicura
provenienza dalla bottega dei Missaglia di Milano, i più celebri fabbri
- armatori del tempo.
Oggi le armature sono esposte all'interno del Museo Diocesano di
Mantova.
Il Santuario, rinomatissimo in ogni epoca, fu visitato da molti
pontefici e uomini illustri:
- Giovanni XXIII antipapa nel 1414 mentre si recava al Concilio di
Costanza si fermò per tre mesi presso questo Santuario;
- Martino V nel 1418 nuovo Pontefice di ritorno dal Concilio di
Costanza;
- Papa Pio II (Piccolomini) nel 1459;
- Papa Paolo III nel 1543;
- Papa Clemente VIII nel 1598;
- Papa Giovanni Paolo II nel 1991;
- Carlo duca di Baviera nel 1525;
- Carlo V imperatore di Spagna nel 1530;
- Sigismondo, imperatore, nel 1443;
- Filippo II re di Spagna nel 1549;
- Massimiliano re dei romani nel 1551;
- Gli ambasciatori del Giappone nel 1585;
- Margherita d'Austria nel 1598;
- Francesco I imperatore d'Austria nel 1825.