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Clicca sull'immagine qui sopra per visualizzare in dettaglio la cartina della provincia di Mantova e le indicazioni per raggiungere Curtatone.


Ambiente
 

IL PARCO DEL MINCIO

Il Parco del Mincio fu dichiarato riserva naturale dalla Regione Lombardia nel 1984. Il Comune di Curtatone ha giurisdizione su un considerevole tratto di valle che va da Grazie ai limiti della periferia della città di Mantova.
La valle del Mincio, denominazione locale di questa parte del Parco, è il regno delle canne palustri e delle piante acquatiche; in queste paludi nidificano e si riproducono specie rare di uccelli, vi si esercita la pesca e la raccolta di canne.

Il fiume Mincio esce dal lago di Garda a Peschiera e prima di giungere a Mantova si allarga fino a formare tre piccoli laghi: Superiore, Di Mezzo e Inferiore.

Nello specchio d'acqua del lago Superiore, poco a valle della Grazie, ogni anno tra luglio e agosto si rinnova il miracolo dei fiori di loto.

Il "nelumbium speciosum", questo il nome del loto, è una splendida pianta acquatica di origine asiatica, che affonda le sue radici (più correttamente rizomi) nel limo e raggiunge con lunghissimi gambi la superficie dalla quale svettano le larghe foglie, tonde il cui diametro può essere anche superiore al metro e che i mantovani chiamano "caplas", cappellacci.

I fiori di colore rosa sono grossi come quelli delle magnolie e in piena fioritura trasformano la quieta superficie del lago Superiore in un suggestivo paesaggio orientale.

Il fiore di loto giunge a Mantova nel 1921 dall'orto botanico di Parma ad opera della professoressa Maria Pellegreffi Zanbianchi, assistente alla facoltà di scienze naturali dell'università di Parma, che aveva individuato l'habitat ideale per tentare l'esperimento di fare attecchire i fiori di loto nelle acque ferme e nella debolissima corrente del lago Superiore, esattamente nella zona di Belfiore, dove sorge il cippo che ricorda il sacrificio dei Martiri del Risorgimento.

L'operazione avvenne in una sera d'ottobre del 1921 in un clima quasi di cospirazione, poiché i rizomi temevano la luce. In ottanta anni il loto, simbolo dell'amore e della fecondità, ha meravigliosamente attecchito nel lago Superiore ed oggi i venti ettari dell'attuale coltivazione dimostrano che l'esperimento è completamente riuscito.

Il comune di Curtatone ha voluto dedicare una via della frazione di Grazie alla professoressa Maria Pellegreffi Zanbianchi che insieme all'esperimento scientifico piantava nel lago la poesia.


LA GASTRONOMIA DALLA CORTE DEI GONZAGA ALLE NOSTRE TAVOLE

E' risaputo come la tradizione gastronomica di una località e di un determinato territorio sia intimamente legata alla propria terra e, perché no, alla propria storia. Creatività e intuito dei mantovani hanno saputo esaltare in mille modi diversi la fecondità della terra attraversata dall'intero percorso del Mincio, estendentesi dalle colline moreniche del Garda fino oltre i fiumi Po e Oglio. Un territorio per lo più pianeggiante, lambito da fiumi importanti e da una miriade di fossi, canali e corsi d'acqua, una terra comunque generosa, resa ancora più fertile dalle genti che la abitano da secoli. E' da questa dedizione alla propria terra che scaturiscono i piatti della migliore tradizione locale. Il ventaglio di offerte è ricchissimo e variegato: ogni stagione ha il suo piatto tipico, ogni località "celebra" i suoi prodotti più apprezzati, il più delle volte fregiati dal marchio Doc.

Punto d'incontro di terra e acqua per eccellenza, Curtatone, come del resto la vicina Mantova, si è sempre distinta per la folta presenza di selvaggina e pesce d'acqua dolce. Una ricchezza che ritroviamo anche oggi a tavola, nella ricca varietà di piatti tipici e celebri portate, frutto di un lavoro di generazioni. Sparsi in tutti i centri abitati e le numerose località del Comune di Curtatone, troverete rinomati ristoranti e trattorie che vi sapranno proporre raffinate portate, dai fantasiosi antipasti ai primi, secondi, e ai gustosi piatti di carne, in un felice incontro di sapori e prodotti di terra e di acqua.

Cucina mantovana, abbiamo detto, frutto di una secolare tradizione che risale alla Corte dei Gonzaga. Raccontano le cronache che schiere di cuochi provetti lavoravano giornate intere per preparare piatti sontuosi da servire nel corso dei banchetti voluti dai signori di Mantova. Insieme alla cucina emiliana ha influito nel mantovano anche l'assidua presenza, nei secoli scorsi, degli austriaci, dei quali sono rimasti nella tradizione gastronomica alcune ricette tipiche. Tra la ricca varietà locale non possiamo tralasciare una vera e propria istituzione della cucina mantovana: i tortelli di zucca. Sapiente incontro di due prodotti d'eccezione, il piatto vanta nobili origini e compare in una ricetta del 1584 del coppiere di Lucrezia d'Este. I tortelli di zucca fanno parte della tradizione culinaria mantovana tanto che il dosaggio consente numerose sfumature di gusto e sapore. La materia prima poi non manca: Curtatone stesso rientra nel territorio votato alla coltivazione della zucca. Il piatto è una presenza irrinunciabile sulle tavole mantovane alla Vigilia di Natale.

Restando tra i primi piatti, segnaliamo un'altra specialità mantovana, gli agnoli. Si tratta di ravioli con ripieno di cappone, midollo, cannella, chiodi di garofano e formaggio; vengono serviti nel brodo di cappone.

Tipiche delle province di Brescia e Mantova anche le Mariconde, palline di pasta composte da nova, formaggio, burro e pane, da cuocere con il brodo. Preparato nel mantovano, come nel veronese, il risotto alla pilota, tipico della zona risicola delle due provincie. Si chiama così perché indica come veniva preparato dagli addetti alla "pilatura" del riso. Il riso viene messo a cuocere con la sola acqua che riesce ad assorbire per essere poi condito con salamella e grana. Altre varietà di risotto mantovano sono quello col puntél (braciola di maiale) e quello con i trigoli, le castagne d'acqua che crescono nei laghi di Mantova.

Ricchissima la varietà dei secondi, dalle carni rosse alle carni bianche, preparate con fantasia secondo la migliore tradizione lombarda. Il tutto è accompagnato, naturalmente dai vini più noti e apprezzati, a cominciare dal Lambrusco Mantovano. La coltivazione del vitigno nei territori mantovani è documentata addirittura da Virgilio, il più grande poeta della latinità nato ad Andes (l'odierna Pietole) distante meno di dieci chilometri dal nostro Comune. Oggi il Lambrusco Mantovano, prodotto nella parte meridionale della provincia, è il vanto di queste terre e dal 1987 si fregia del prestigioso marchio Doc.
 
 
 
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