Secondo la tradizione l'origine del nome di Curtatone è attribuita alla
presenza in questa località, estesa nella pianura a destra del Mincio di
un accampamento installato dal Console "Curtius Odonis".
Gli studi archeologici, tuttavia, hanno evidenziato la presenza di
insediamenti umani già in epoca preistorica. Tracce di insediamenti
palafitticoli si sono trovate a Buscoldo e a Curtatone dove nel 1867 e
1870 sono state rinvenute tazze di diorite di epoca preistorica. A queste
prime popolazioni, originarie della valle del Danubio e scese attraverso
il Veneto tra il X e il VII secolo a.c. si sostituirono gli Etruschi,
provenienti dalla Toscana e portatori di una civiltà avanzata.
Tra il V e il II secolo a.c. si succedettero invasioni di popolazioni
più arretrate che annullarono progressivamente il grado di civiltà
portato dagli Etruschi, fino all'inizio della dominazione romana che ha
origine nella valle padana nel II secolo a.c. e si protrae fino al 476
d. c. alla caduta dell'impero romano.
Nelle valli di Buscoldo furono trovati, nel 1872, un sepolcro con
corredo funebre: oltre all'urna cineraria conteneva un vaso votivo, una
lucerna policroma, il lacrimatoio e monete in bronzo dell'epoca di
Tiberio. A Ponteventuno fu scoperta una piccola necropoli dell'età di
Augusto. A Curtatone furono rinvenute strutture murarie romane e una
lapide ricordante la famiglia CASSIA SALUSTIA.
I segni più evidenti lasciati dalla dominazione romana sono ancora oggi
ben evidenti nel territorio comunale: Sono rintracciabili elementi
interessanti di centuriazione, conseguenti ad espropri di terre a danno
dei coloni locali, coincidenti con quelli stessi che avevano mosso le
proteste del grande poeta latino Virgilio. Le tracce rimaste delle
centuriazioni sembrano la prova che farebbe risalire gli insediamenti
all'epoca della distribuzione delle terre ai veterani. La cartografia
evidenzia due strade parallele e dirette che potrebbero essere gli
antichi decumani: sono la via che partendo da Mantova giunge a
Sabbioneta attraversando le frazioni di Eremo, Montanara e San Lorenzo e
la parallela che da Cerese, costeggiando Levata conduce a Ponteventuno.
Tali strade sono poi parallele alla Postumia, che corre da Goito fino a
Mosio, strada di notevole traffico e di interesse pubblico fondamentale,
su cui poggiava la centuriazione dell'intera Gallia Cisalpina.
Successivamente alle invasioni barbariche dei Goti, degli Eruli e degli
Unni alla metà del VI secolo d.c. il territorio mantovano cadeva sotto
la dominazione dei Longobardi.
Con la decadenza della civiltà romana le notizie sulla storia del comune
si fanno sempre più frammentarie e sporadiche.
Documenti di epoca tardo medievale riferiscono di un luogo costituito da
un castello detto "Curtatono" avamposto di un ingegnoso e complesso
sistema di fortificazioni costituito da muraglie, alti argini, chiaviche
e fossati che, attraversando tutto il territorio comunale, giungeva fino
al Po.
La città - fortezza di Mantova, protetta su tre lati dal fiume Mincio,
completava la propria difesa sul quarto lato verso il comune di
Curtatone con un ingegnoso e complesso sistema fortificato costituito da
castelli e fortilizi collegati tra loro e alla città tramite vie di
comunicazione molto ben evidenziate che da Curtatone portavano a
Montanara, Buscoldo, Governolo e quindi al fiume Po. Una possente
cortina difensiva a protezione della città di Mantova e del territorio
circostante: in caso di assedio la città poteva perciò contare su una
vasta fetta di campagna denominata "Serraglio" e corrispondente quindi a
quel luogo fortificato a sud di Mantova compreso tra la linea del Po a
meridione, la linea del Mincio a oriente, la città di Mantova a
settentrione e la cosiddetta Fossa di Curtatone a occidente ricca di
castelli e rocchette.
Quest'ultima era un canale artificiale scavato
appositamente sul lato occidentale che derivava le sue acque dal lato
superiore, presso S. Maria delle Grazie e sfociava nel Po all'altezza di
Borgoforte chiudendo la strada a chiunque giungesse da occidente.
Gli storici mantovani meno recenti sono concordi nell'attribuire a
Sordello da Goito l'idea del "Serraglio". Secondo quanto afferma
Federico Amadei, attento cronista settecentesco, la sua costruzione
iniziata nel 1215 e terminata nel 1259, comprendeva le terre delimitate
dai canali Osone (Fossaviva) e Gherardo. Esso sfruttava le depressioni
dei terreni che nei momenti di pericolo venivano allagati dalle acque
del Mincio e del Po fatte defluire attraverso una serie di canali e
fossati, che contribuivano ad ampliare la zona lacustre intorno alla
città di Mantova. Il tronco di canale posto tra Curtatone e Montanara,
oggi chiamato "Osone Nuovo", si immetteva nella Fossaviva passando per
le valli di Montanara e di Buscoldo e giungeva fino a Borgoforte dove,
attraverso la chiavica della locale "Rocchetta", entrava nel Po.
Dell'articolato sistema difensivo del Serraglio fecero parte Curtatone ,
con il suo castello, Montanara, con le tre "rocchette" e Buscoldo con il
castello e due torri.
Il sistema difensivo di Buscoldo era composto da un castello e da due
torri: la prima di queste sorgeva nell'odierna località del Serraglio
vicino al ponte su Fossaviva
(Rocchetta dei Bussi), la seconda alla "Madonnina". Quest'ultima è
probabilmente posteriore (seconda metà del XIV secolo) poiché in una
lettera inviata a Ludovico I Gonzaga e datata 1379 si parla di una "turris
nova" sulla strada fra il castello e la "rocheta Bussorum".
Il castello di Buscoldo, di cui ci sono notizie fino al 1629, sorgeva
dove attualmente
vi è l'incrocio fra via Sacca, Via Marconi e la Via Marco Polo di
abbastanza recente costruzione, dove ancora esiste un luogo chiamato "il
Castello". Nel 1703 in una mappa stampata a Parigi apparve la dicitura
"rocca distrutta di Buscoldo". Si suppone che la sua scomparsa sia
avvenuta entro un arco di 74 anni, in cui il castello attraversò periodi
particolarmente travagliati per il susseguirsi di numerose guerre.
.Del castello di Curtatone non è rimasta più alcuna traccia mentre è
ancora in piedi una delle tre "rocchette" di Montanara detta anche dell'Osone,
per il canale che la costeggia, o Casale Rocca.Ne attesta l'antichità
un'incisione murale datata 1459 che ricorda Papa Pio II (Enea Silvio
Piccolomini) ospite a Mantova in occasione di un Concilio e pellegrino
al Santuario della B.V. delle Grazie.
Il Serraglio costituì un'ottima retroguardia difensiva sin dal Medioevo
e fu determinante per garantire sostentamento e protezione ai Gonzaga
signori di Mantova dal XIV al XVII secolo. Dalle moltissime lettere del
quattrocento che i marchesi di Mantova scrivevano ai commissari dei
castelli compresi territorialmente nel Serraglio si può arguire che la
fortezza era tenuta continuamente sotto controllo. Con la caduta dei
Gonzaga e del loro stato, venne anche a cadere, l'importanza strategica
del Serraglio. I suoi confini sono così definiti nel 1493: "dal portono
della Pradella fino a la rocha de Curtatone, de la rocha fino a la
Montanara, de la Montanara fino a Buscoldo, fino tanto dura la fortezza
del Seralio".Il suo ricordo permane nella toponomastica: la frazione di
Buscoldo conserva infatti ancora oggi una traccia dell'antico toponimo
di "Serraglio" ad indicare l'appartenenza alla fascia di protezione. Una
raffigurazione sia pur parziale ci è offerta dai suggestivi affreschi
quattrocenteschi della sala "della città e dei castelli" nello stabile
di piazza Broletto a Mantova, antica sede del palazzo della Masseria.
La rinascita dell'anno Mille , caratterizzata da importanti bonifiche,
ebbe notevoli effetti anche su Curtatone: il territorio acquistò la sua
attuale fisionomia nel XII secolo quando i laghi di Mantova vennero
definitivamente sistemati da Alberto Pitentino. L'odierno territorio di
Curtatone è sempre stato di proprietà ed uso dei Signori di Mantova,
tanto più che la nobiltà urbana ha sempre avuto le radici del suo potere
e non solo quello economico, nelle campagne che circondavano le mura
cittadine, come testimoniato dalle rocchette ancora esistenti. L'ascesa
dei Bonacolsi trovò, per esempio, un valido appoggio nei signori feudali
di Montanara e gli stessi Gonzaga nacquero come aristocrazia fondiaria.
Conseguentemente si hanno notizie frammentarie provenienti da rogiti o
legate ai nomi delle singole località. I primi documenti relativi a
Curtatone risalgono al 1000 e al 1300 nei quali già i luoghi sono
indicati con i nomi attuali.
Il nome di Montanara deriverebbe dal latino medievale "Montanarius" e
poi "Montanaria" con riferimento all'altitudine superiore rispetto ai
luoghi vicini. Di Buscoldo si parla per la prima volta in documenti del
1165 : si tratterebbe di una denominazione che tiene conto delle
caratteristiche morfologiche del terreno un tempo leggermente ondulato:
Bosco Alto, Buscoldo. Si sa che la zona, anticamente era scarsamente
popolata, parte paludosa, parte poco adatta alle colture, quindi la
boscaglia vi dominava. L'esistenza della boscaglia è testimoniata da
documenti conservati nell'Archivio di Stato di Mantova. Ci sono infatti,
richieste da parte di cittadini al marchese Gianfrancesco Gonzaga per
poter raccogliere legna nella zona del Serraglio. Se la zona era poco
ospitale per la natura dei luoghi, non era altrettanto sicura nei
periodi di guerra, perché nonostante le opere di difesa, il Serraglio fu
invaso dai nemici parecchie volte e gli scarsi abitanti dovettero
sopportare le angherie delle truppe: incendi e atrocità. Da ciò si può
spiegare la mancanza di particolare interesse per il possesso di quelle
terre da parte della nobiltà mantovana.
Nel nome, Curtatone conserva l'eco di vicende feudali. Stando ad alcuni
documenti il termine potrebbe derivare da "Curte Otonis" ma anche "Curtis
Atonis", da Attone di Canossa, conte di Mantova o più semplicemente da
un involgarimento di "Curtis" luogo recintato come si trova nei
documenti dell'VIII - X secolo. In un documento dell'XI secolo si fa
cenno della chiesa di S. Giovanni in "Curia Odonis", dipendente
dall'Arcipretura di Rivalta.
Come altri centri della provincia, prima del consolidamento dei Gonzaga,
Curtatone fu oggetto di diverse scorrerie e occupazioni.
Nel 1348 scoppiò la guerra fra Luchino Visconti alleato con gli Este e i
della Scala, e i Gonzaga, per i possedimenti che geograficamente erano
considerati Viscontei (Piadena, Solferino, Castiglione, Asola) . Gli
Scaligeri si accamparono a Curtatone e saccheggiarono il territorio
esterno alle difese. La cintura del Serraglio resse bene agli assalti,
le truppe Estensi e Scaligere furono fermate a Governolo permettendo ai
Gonzaga di uscire vittoriosi.
Nel 1368 nuova campagna contro Mantova da parte degli Scaligeri e dei
Visconti. I Gonzaga si affrettarono a riparare i danni alle difese della
guerra del 1348 grazie agli alleati confluiti nella Lega promossa da
papa Urbano V contro i Visconti. Verso la fine dell'anno , tra novembre
e dicembre, Bernabò Visconti distrugge circa tre chilometri di
fortificazioni al Serraglio e alla Fossa di Curtatone e saccheggia il
territorio. È intorno a quegli anni che si fa risalire la scomparsa di
Prato Lamberto, un paese risucchiato nel nulla verso la fine del XIV
secolo: gli ultimi documenti disponibili sono del 1383. Dalle cronache
del tempo, esso risultava uno dei centri più importanti del circondario
che dal lago Superiore si estendeva fino alle borgate di S. Lorenzo,
Curtatone e Montanara e dove già dal XI secolo vi si svolgeva una
discreta attività economica. Secondo gli studiosi, nei quali ancora oggi
suscita curiosità il mistero che circonda la scomparsa di questa
località, è probabile che il paese sia stato saccheggiato e distrutto da
Gian Galeazzo Visconti che nel 1397 invase il Mantovano e
successivamente cancellato dalla terribile pestilenza che scoppiò in
quello stesso periodo. Il suo territorio tuttavia divenne famoso poiché
pare che proprio qui sia stato fatto erigere il Santuario della Beata
Vergine delle Grazie.
Nel 1526 le truppe dell'Arciduca d'Austria, entrate dal paese di
Curtatone, transitano per il Serraglio in direzione di Borgoforte per
proseguire verso Est col consenso di Federico Gonzaga.
Nel 1629, guerra per la successione a Mantova e nel Monferrato, Carlo di
Nevers rafforza le difese di Mantova e schiera tremila fanti al
Serraglio. A seguito della resa delle truppe veneziane, tradizionali
alleati dei mantovani, le truppe imperiali entrano nel mantovano. Carlo
di Nevers pose un'ultima speranza difensiva nel Serraglio ma deve
rientrare in Mantova che verrà cinta d'assedio. A fine dicembre la
cattiva stagione e la peste obbligano gli imperiali a levare l'assedio e
Carlo di Rethel riconquista per i Gonzaga Curtatone, Montanara e
Buscoldo. Il 15 gennaio 1630 sulla strada tra Curtatone e Montanara, un
reparto di cavalleria ducale sconfigge un forte nucleo di imperiali
infliggendo gravissime perdite.
Nella guerra di successione spagnola, Mantova si trova alleata con
Francia e Spagna contro gli Asburgo d'Austria.
Le armate imperiali condotte da Eugenio di Savoia alla fine del 1701
occupano Curtatone con l'intento di porre il blocco a Mantova. Nel 1702
occupati successivamente Gazzuolo e Goito, Eugenio di Savoia è costretto
a ritirarsi attraverso il Serraglio e Borgoforte fino a Luzzara.
Dopo l'annessione della Lombardia e del Veneto all'Austria nel 1714
vengono chiusi numerosi Conventi sia nella città che nelle campagne, tra
questi quello dei Certosini. Nel territorio del Comune di Curtatone,
nella zona compresa tra le Grazie e gli Angeli, esisteva "La Certosa",
un complesso monastico costruito nella prima metà del 1400 e distrutta
nel 1782 per ordine dell'imperatore d'Austria Giuseppe II. Gli Austriaci
iniziano una serie di opere che trasformano definitivamente Mantova in
una città fortezza, configurazione che manterrà anche dopo il periodo
napoleonico 1796 - 1815 sino al 1866 anno di annessione al regno
d'Italia.